EDUCAZIONE DEL CANE

EDUCAZIONE CANE

PREMESSE STORICHE E CULTURALI

Oggi che viviamo in una società altamente urbanizzata e antropocentrica (accentrata tutta sui bisogni dell’essere umano), ci troviamo, ahimé, ad affrontare nuove problematiche legate non solo alla mutazione degli ambienti di vita e di inserimento dei cani, ma anche al cambiamento delle nostre esigenze e dei nostri ritmi quotidiani. Tutto ciò ha raggiunto un ritmo frenetico a partire dalla rivoluzione industriale e, in particolar modo, dal secondo dopo guerra ad oggi.
Le stesse strutture familiari hanno subito dei notevoli cambiamenti e questo ci ha messo davanti nuove problematiche oltre che culturali anche relazionali: questioni che vedono coinvolti a pieno titolo anche i nostri amici a 4 zampe.
Se prima ci sembrava sufficiente conoscere e governare il cane con semplici strumenti gestionali o attraverso una selezione delle nascite basata sulle sue naturali capacità di svolgere attività a noi utili, oggi ci rendiamo conto che molti degli strumenti precedentemente utilizzati, non soddisfano più i nostri bisogni e, per fortuna, nel rivalutare l’uso di tali strumenti, abbiamo spostato i nostri orizzonti conoscitivi verso una maggiore attenzione al benessere animale e ai bisogni del cane.
Alla base di problematiche gestionali e di relazione stanno alcuni processi di mutazione che hanno caratterizzato la nostra società in particolar modo a partire dal secondo dopo-guerra, ma che hanno le loro origini in epoche precedenti. È infatti già a partire dal Rinascimento, con le nuove teorie scientifiche che stanno alla base delle numerose innovazioni tecniche e tecnologiche dei secoli successivi e, più in generale, delle grandi scoperte della scienza contemporanea, che è iniziato un processo di affrancamento dalla dipendenza dell'uomo da altre specie animali, dipendenza che ha caratterizzato la nostra specie fin dalle più lontane epoche.
È stato in quel periodo che hanno avuto origine per la prima volta, da opera di autori quali Cartesio, Bacone e altri, teorie di dominio dell'uomo sulle altre specie animali e sulla Terra in generale, o teorie sull' “animale macchina” che hanno successivamente caratterizzato in maniera pervasiva il nostro rapporto con l'alterità animale.
Tornando dunque al rapporto con i cani possiamo facilmente renderci conto di come tutte queste dinamiche possano aver pesantemente influito sulla nostra convivenza: ambienti di vita completamente modificati e alieni a quella che è stata la naturale evoluzione di questa specie (ed anche alla selezione delle razze che è stata fatta nei secoli dall'uomo), ritmi di vita completamente modificati e tarati su una società in cui la presenza animale ha un ruolo del tutto marginale, mancanza di conoscenza delle caratteristiche etologiche di specie, approccio all'interazione incentrato prevalentemente sulla gestione e sul controllo influenzano pesantemente non solo la nostra relazione con questa specie, ma anche le sue possibilità di appagare i propri bisogni e di raggiungere una condizione di benessere.

Ma chi è il cane?

Quando si parla del cane si deve capire di chi realmente stiamo parlando ossia chi è il cane. E tuttavia è anche utile comprendere meglio qualcosa rispetto a noi stessi, in modo da far luce su quali dinamiche hanno portato 2 specie così differenti a percorrere assieme una così lunga parte della loro evoluzione; tanto da poter parlare di un processo di co-evoluzione, attraverso il quale sia il cane che l'uomo hanno non soltanto condiviso spazi e risorse, ma sono anche stati profondamente influenzati l'uno dall'altro. Un processo attraverso il quale tanto il cane quanto l'essere umano sono arrivati a diventare ciò che oggi sono anche attraverso importanti contributi reciproci.

Il cane è:
1) “Un Mammifero”,
2) “Un Predatore”
3) “Un Animale Sociale” e non si può escludere nel descriverlo che è stato soggetto ad un processo di Domesticazione
4) un animale “Domestico”

Questi 4 pre requisiti saranno fondamentali per capire realmente di cosa stiamo parlando.
Già queste prime considerazioni ci fanno comprendere (attraverso un'analisi etologica comparata) alcune importanti caratteristiche non soltanto dei cani, ma anche di noi esseri umani e dunque del processo che ci ha portato verso la cosiddetta domesticazione. Ed infatti già i primi studiosi dell'etologia classica, quali Lorenz o Eibl-Eibesfeldt (autore quest'ultimo del testo “Etologia Umana”) hanno messo in evidenza la particolare sensibilità di molte specie animali a quelli che sono definiti caratteri neotenici (ossia infantili).
Da queste considerazioni possiamo già comprendere come alcune abitudini del cane siano simili a quelle dell'uomo, mentre altre possono aver favorito un avvicinamento tra le due specie. Infatti la dieta estremamente variegata ha favorito le abitudini di commensalismo, offrendo al cane un ruolo di spazzino naturale che si cibava di tutti quei prodotti che l'essere umano scartava.

Ma se è vero che la disciplina che si occupa di studiare l’identità specie-specifica è l’etologia diventa evidente che tale profilo viene definito etogramma,
L’etogramma è quindi un’attenta analisi dell’identità specie specifica che si pone il compito di definire il carattere adattativo del comportamento anche avvalendosi di analogie ed omologie fra specie simili e differenti. Si parla quindi di analisi dei criteri di benessere animale legata alla conoscenza delle età evolutive, alle strutture di apprendimento e al significato delle differenti funzioni comportamentali.
Tutto ciò premesso diventa evidente che l’etogramma definisce i differenti modi di realizzare le più importanti funzioni del comportamento e quindi tutti gli apprendimenti: dalla ricerca alimentare, alle strategie di difesa, alle strutture relazionali del corteggiamento, alla socialità e socievolezza del singolo per poi passare alla capacità di dare cure parentali, di difendere un territorio.

Ecco perché l’etogramma si potrebbe scomporre in sotto unità che definirei frazioni di base, che ci permettono di disporre di maggiori strumenti di analisi nel affrontare un corretto percorso di osservazione e conoscenza del cane.
In sintesi l’etogramma è espressione di filogenesi, corredi comunicativi, posizionalità del soggetto, strutture sociali, socialità, socievolezza, prosocialità e intelligenza che dovranno essere catalogate grazie alle singole esperienze fatte.
Di conseguenza il comportamento di specie non può essere semplicemente visto con occhi umani e semplici aspettative sociali da “Primati evoluti”, ma ha bisogno di essere descritto, letto e capito correttamente partendo dalla conoscenza dell’etogramma di specie.
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CANE GABBIA

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